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Centro Studi e Cultura Walser - Walser Kulturzentrum

Uno degli elementi che meglio caratterizza la nostra cultura e che maggiormente colpisce il forestiero che si trovi in presenza di due o più persone del luogo, in conversazione fra di loro, è la lingua. Essa appartiene ad un gruppo particolare definito “ höchstalemannisch”, cioè alemanno superiore, che qualifica alcune isoglosse presenti sia in territorio italiano, e più precisamente in alcuni valli ai piedi del Monte Rosa e in Val Formazza, sia nella parte germanofona della Svizzera, dove è diffusa una varietà dialettale altoalemannica o alemannica meridionale.

Le denominazioni che i Gressonari e gli Issimesi stessi danno al loro linguaggio, titsch e töitschu, indicano chiaramente il tedesco come lingua alla quale queste parlate appartengono.

All’area globale della lingua tedesca si può ricondurre un’area più limitata, quella dei dialetti alemannici. Di questo gruppo fanno parte, come sottogruppo, i dialetti della Svizzera tedesca. Il titsch e il töitschu assomigliano profondamente ai dialetti alemannici del cantone svizzero del Vallese da dove provenivano i nostri antenati. Nel corso dei secoli, le due varianti dialettali hanno però subito sviluppi specifici, a causa dell’isolamento e del contatto con altre lingue, siano esse il tedesco o il francese.

Tre sono le caratteristiche salienti del titsch e del töitschu:

mantenimento di una certa arcaicità grazie all’isolamento (tratti specifici andati persi negli altri dialetti alemannici)

prestiti dovuti al contatto con le lingue della vicinanza e all’influsso, sempre crescente a patire dalla seconda metà del XX secolo, della società di maggioranza

sviluppi all’interno del titsch e del töitschu che non hanno riscontri né nel tedesco né nelle lingue delle comunità attigue (creatività sui generis).
I Walser scesi a Gressoney e ad Issime portarono con sé, quindi, la loro parlata che, nel caso di Issime,  si venne ad affiancare e a sovrapporre, fino a sostituirla completamente, la lingua romanza praticata dagli autoctoni.


 
                                                                         Vocabolari


 I gressonari e gli issimesi utilizzano ancora oggi i loro dialetti per comunicare fra di loro nella quotidianità della stessa comunità, ma non interloquiscono in lingua germanica fra i due gruppi. Non appena escono dai confini del paese devono, però, essere in grado di esprimersi in un'altra lingua o dialetto come l’italiano, il francese, il patois valdostano franco-provenzale e il piemontese, in modo particolare nelle varietà del canavesano. Un tempo, il francese era la lingua ufficiale, usata per i contatti con i Signori e con ogni autorità che non conoscesse il walser, per la redazione di ogni atto pubblico, sia esso stato un testamento, un atto di compra-vendita, un contratto di matrimonio, un verbale del Consiglio Comunale, un’ordinanza del Signore o del Duca di Savoia o del Comune. Fino alla metà del 1900, a Issime, la Chiesa si serviva della lingua ufficiale di tutta la Valle d’Aosta sempre quando non era presente il latino, in particolare per la Confessione, le orazioni, lo studio del catechismo e i rapporti tra parroco e  fedeli.


 
                                          Contratto di matrimonio (1678)        Issime
 

A Gressoney, grazie ai continui e prolungati rapporti con la madrelingua in seguito all’emigrazione stagionale dei suoi abitanti in qualità di Krämer, mercanti, nella Svizzera tedesca e nel sud della Germania, il titsch era, per molti, l’unica lingua praticata e già nel 1567, i gressonari protestarono con il Vescovo di Aosta perché il parroco di Issime, che si occupava anche dei fedeli di quella zona, non capiva la loro lingua e ciò era particolarmente sgradevole soprattutto per la Confessione, durante la quale era necessario ricorrere ad un interprete. Ma dal 1660, anno in cui fu eretta a parrocchia la cappella di Gressoney Saint Jean, dedicata a San Giovanni Battista, il problema trovò una soluzione poiché tutti i parroci che si sono succeduti fino al 1883, erano nativi di Gressoney e potevano quindi facilmente colloquiare con gli abitanti in titsch e predicare, amministrare i sacramenti, pregare ed insegnare il catechismo, in tedesco.

Anche nelle scuole elementari e nella Scuola Mercantile Rial, l’insegnamento del tedesco sostituiva il francese insegnato ad Issime e in tutta la Valle d’Aosta.

Così a Gressoney il titsch dei primi coloni walser è stato affiancato, integrato e sorretto da un uso abituale e diffuso fra tutti i ceti della popolazione, della lingua tedesca. La pronuncia, il lessico e le strutture morfo-sintattiche hanno risentito di questo influsso.

La popolazione di Issime non conobbe l’emigrazione in grandi numeri se non alla fine del Settecento, quando molti uomini si recarono soprattutto in Savoia e nel Vallese francofono per esercitare i mestieri di muratore, carpentiere e imprenditore edile; i contatti linguistici si ebbero quindi con una società francofona, ciò che influenzò e causò molte trasformazioni del dialetto walser di Issime, in particolar modo per quel che riguarda il lessico.

I nostri dialetti conservano queste caratteristiche morfologiche:

i tre generi: maschile, femminile e neutro;

i casi: nominativo, accusativo, genitivo e dativo

la declinazione del sostantivo: dar hoanu (nom., acc.), ds hoanendsch (gen.), dam hoane (dat.), “il, del, al gallo”, tre diverse desinenze secondo i casi (dialetto usato, töitschu)

la declinazione dell’aggettivo: de tésch éscht hébsche, d cariò éscht hébsché, z bett éscht hébschs, tre diverse desinenze secondo il genere (dialetto usato, titsch)

l'uso del verbo tun (fare) per la coniugazione dei verbi

Riportiamo qui di seguito alcuni esempi dei dialetti di Issime e Gressoney. La grafia adottata è stata ufficializzata nel momento della redazione del Vocabolario del töitschu e del titsch, nel 1988.


 

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